Manifesto e rete di promozione della cultura classica per il nuovo Millennio

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Perchè un nuovo manifesto per la cultura classica?

Da troppo tempo si fa largo una dimensione che vuole le humanae litterae staccate dal mondo in cui viviamo, in una sempre più forte contrapposizione con il progresso scientifico: tale contrapposizione è inutile e dannosa.
Lo studio delle lettere è in grado di garantire all’uomo l’accesso ad un patrimonio culturale capace di contribuire alla retta formazione delle coscienze degli individui, e la scienza ne può essere il mezzo: le lettere e la scienza, insieme, possono portare l’uomo ad alte vette di pensiero libero.

Purtroppo, ultimamente e da più parti, questi studi sono travisati per interessi che nulla hanno a che fare con essi, tradendo il vero portato delle humanae litterae: con questo Manifesto, intendiamo rifiutare e condannare ogni forma di discriminazione di genere, sociale o intellettuale, oltre che tutti i tipi di sfruttamento e di prevaricazione, sia fisica che psicologica.

Vogliamo portare le humanae litterae a tutti, in quanto bene comune che ci appartiene indistintamente, uomini e donne di profonda consapevolezza umana, che operano in un mondo di profondi mutamenti scientifici e tecnologici.


promuovono il
MANIFESTO
redatto dal
Prof. Federico Pirrone
Presidente
Istituto Italiano di Studi Classici
AD LITTERAS
RESTITUENDAS


Lo studio delle lettere è in grado di garantire all’uomo l’accesso ad un patrimonio culturale capace di contribuire considerevolmente alla retta formazione delle coscienze degli individui.

Nello spirito di tale affermazione, riteniamo che quanti si dedichino allo studio del latino, del greco e del mondo antico debbano non solo attivamente operare secondo sentimenti di giustizia e integrità, ma anche, quando necessario, ergersi a difesa di quanti sono vittime di iniquità e sopraffazioni.

Con questo Manifesto intendiamo rifiutare e condannare ogni forma di discriminazione di genere, sociale o intellettuale, oltre che tutti i tipi di sfruttamento e di prevaricazione, sia fisica che psicologica.

Pertanto:

1. Affermiamo la parità tra uomo e donna in ogni sua forma, con particolare sensibilità nei riguardi del diritto allo studio femminile.

Non condividiamo la malcelata misoginia di chi rivolge le proprie attività ad un pubblico esclusivamente maschile, perpetrando, in nome di occultate dottrine farneticanti, vergognose discriminazioni di genere.


2. Affermiamo che le genuine e trasparenti istituzioni culturali ed educative debbano stare nel mondo, non fuori o lontano da esso, e debbano camminare avanti e illuminare la strada.

Non condividiamo l’opinione intransigente e il ridicolo costume di chi sostiene che l’attività intellettuale e lo studio delle lettere possano avvenire solo in un contesto isolato, convinto che il contatto con la società possa corrompere i buoni costumi dei giovani.


3. Affermiamo che il genuino e disinteressato altruismo deve mirare a garantire la totale libertà e indipendenza del beneficiaro dal benefattore. Sosteniamo che gli studenti, pur vedendosi garantita la possibilità di ricorrere al maestro quando lo desiderino, debbano sentirsi egualmente liberi di allontanarsene tanto spiritualmente quanto fisicamente ogni volta che ne sentano il desiderio.

Non condividiamo il volgare inganno di chi vuol far credere che la convivenza dei giovani studenti, non tanto tra loro, quanto piuttosto con i propri professori, sia uno strumento necessario e imprescindibile per la loro educazione. La regola della convivenza dei discenti sotto lo stesso tetto dei docenti, l’abitudine di mangiare assieme, di svagarsi assieme, di dormire assieme può facilmente generare confusione nei giovani, compromettendo i genuini rapporti educativi tra allievi e maestri.
Soprattutto in contesti in cui questi supposti maestri, con apparente nobiltà d’animo, provvedano a proprie spese al sostentamento economico degli allievi, il contatto costante con il maestro-benefattore ingenera e perpetuamente rinnova negli alunni-beneficiari un naturale sentimento di riconoscenza che, continuamente alimentato, rischia di comprometterne la libertà, offuscando il giudizio circa il giusto limite entro cui debba tradursi detta gratitudine.


4. Affermiamo il carattere universale dell’humanitas come ideale appartenente all’intero genere umano, prodotto comune della sensibilità e della nobiltà d’animo di uomini e donne d’ogni tempo e di ogni luogo.

Non condividiamo l’arroganza mistificatrice di chi si erge a sacro custode delle humanae litterae, nel tentativo di arraffare per sé principi e valori universali con l’atteggiamento sprezzante di colui che pretende d’essere unico depositario di tali riconosciute verità.


5. Affermiamo che la volontà individuale, tramite l’educazione alla giustizia, saprà mantenersi autonoma pur sapendosi parte comunicante, e non atomo isolato, di una individualità più estesa.

Non condividiamo la prepotente prevaricazione di chi, non tollerando la pluralità delle iniziative e mal sopportando la libertà di quanti sono altro da sé stesso, predica l’adesione disinteressata a una superiore comunione delle volontà, sostenendo così di combattere l’individualismo egoista moderno. Parimenti condanniamo ogni forma di assoggettamento, che rischia di annichilire l’autonomia creativa dell’uomo, per subordinarla alle volontà e agli appetiti di un'unica ideologia.


6. Affermiamo che il denaro non costituisce di per sé un male, che la ricchezza rettamente intesa è un mezzo che deve servire gli scopi dell’uomo e di cui l’uomo non deve aver paura: essa è un lato di un prisma più ampio, oltre che un utile strumento al servizio del giusto e dell’onesto.

Non condividiamo l’ingannevole fallacia di chi fanaticamente condanna il mondo della tecnica e della società dei consumi con lo scopo di salvare il proprio presunto concetto di umanità, e vuole rendere l’uomo estraneo alla sfera delle attività materiali ed economiche, poiché la produzione di ricchezza offenderebbe la superiore dignità spirituale dell’umanità.


7. Affermiamo il dovere etico di riconoscere il giusto compenso per ogni forma di lavoro, anche quando esso venga svolto per finalità civiche, culturali o formative.

Non condividiamo il fanatico raggiro di chi mette in atto moderne forme di oppressione e sopruso dei lavoratori, non riconoscendo ad essi stipendio alcuno, in nome di una supposta superiorità morale di un impegno reso gratuitamente nel nome della comune adesione ad un più nobile ideale.


8. Più d’ogni altra cosa, con tutte le nostre forze rifiutiamo la cosiddetta dottrina dell’”olarrenismo”, ideata dal naturalista e pensatore Giorgio Punzo e da questi propugnata ad alcuni tra suoi più intimi e allora giovani allievi che, per studiare il latino e il greco, vivevano sotto lo stesso tetto del maestro a Vivara negli anni ’80 del secolo scorso. Questa dottrina, muovendo da sedicenti considerazioni filosofiche circa una presunta inferiorità ontologica della donna, sostiene in modo aberrante che l’unica forma di puro amore sia quella tra il maestro adulto e il suo giovane allievo. Noi rigettiamo increduli ogni affermazione di questo tenore e disapproviamo qualunque individuo e qualsiasi moderna istituzione che, direttamente o indirettamente, si ponga nel solco di questa dottrina.


Ci appelliamo perciò a tutte le donne e a tutti gli uomini dal sentire giusto ed onesto, e in particolare a quanti si curano della didattica diretta delle lingue classiche, affinché doverosamente si ergano contro la sopraffazione degli individui e l’asservimento delle lettere agli egoistici appetiti di pochi. Davanti alla crisi e alle difficoltà, le donne e gli uomini possono reagire voltando il capo oppure alzandosi in piedi, ancora una volta, come sempre nella Storia, per rivendicare i diritti della ragione e della libertà.

Anche alla luce delle considerazioni esposte in questo Manifesto, intendiamo costituire una più ampia e condivisa iniziativa culturale ed educativa liberamente aperta a tutti, che sia motore attivo di un vasto movimento di opinione e di azione che difenda gli studi umanistici e classici. A tal fine, presentiamo il Protocollo d’intesa ad Litteras Restituendas.

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PROTOCOLLO D'INTESA

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Il Manifesto nei fatti: un Protocollo d’Intesa e una rete internazionale

IISC e CNSC GrecoLatinoVivo danno vita ad un Protocollo d’Intesa, che tutti gli enti che lo desiderano possono liberamente sottoscrivere.

Tale protocollo prevede la formazione di una rete che si adopri attraverso la creazione di una serie di eventi e convegni, al fine di consolidare e rinnovare il nostro rapporto con l’eredità classica, senza mai separarla dal mondo in cui viviamo.


promuovono il
PROTOCOLLO D'INTESA
redatto dal
Prof. Alessandro Agus
Direttore Scientifico
Istituto Italiano di Studi Classici
AD LITTERAS
RESTITUENDAS


Premessa.
Il Protocollo segna l’avvio e la promozione di eventi e attività culturali aperti a tutti e dedicati alla tutela dell’educazione e degli studi umanistici, oltre che a una rinnovata attenzione alla didattica delle lingue classiche.

Introduzione.
Viviamo un tempo di straordinari e vorticosi stravolgimenti storici, che, coinvolgendo l’intera umanità, mettono in questione anche il senso dell’identità europea, il ruolo della persona e il senso della sua libertà all’interno della comunità: difatti, il mutato panorama di condizioni storiche e il progresso scientifico e tecnico impongono un ripensamento più ampio e profondo di ciò che rende uomo l’uomo e del suo orizzonte più autentico. In questa nuova situazione, occorre ancora rivendicare i diritti umani della ragione e della libertà. L’uomo è libero, autonomo, diviene essere pienamente razionale quando realizza completamente e armonicamente la propria natura. L’armonia dell’Umanità ricompone l’unità del cuore e della mente, delle mani e dello spirito: non crediamo quindi alla supposta contraddizione tra la cultura umanistica e quella scientifica.

Dichiarazione.
Convinti dell’armonia ordinata, seppur non gerarchicamente intesa, in cui risiede la natura più autentica dell’Umanità, crediamo ancora nella centralità dell’educazione dei giovani, che, in quanto tensione a quell’armonia ordinata, è di per sé educazione alla giustizia, perché è conoscere e riconoscere il posto e il ruolo di tutto nella realtà e di ciascuno nella comunità. Ribadiamo quindi energicamente il significato fondamentale, civile e architettonico, dell’educazione dei giovani uomini e delle giovani donne: educazione alla giustizia, all’autonomia e all’armonia. Per questo, ancora oggi, nella società moderna e tecnologica, appare centrale l’educazione umanistica e classica, l’educazione alle lettere, che coltivano l’integrità e la completezza della personalità umana. Siamo difatti convinti che l’educazione umanistica, il cui nucleo è l’eredità classica, sia fattore indispensabile per l’edificazione di uomini e donne autonomi e al tempo stesso consapevoli del proprio ruolo nella comunità; uomini e donne operatori nel mondo della produzione e del lavoro, ma al tempo stesso consci di un orizzonte più ampio e più autentico, perché più pienamente umano. Al fine di consolidare e rinnovare il nostro rapporto con l’eredità classica, secondo le intenzioni appena dichiarate, il Protocollo invita alla riflessione sulle metodologie didattiche del Latino e del Greco antico, esortando a preferire soluzioni che più attivamente coinvolgano le nuove generazioni nella vita, nella cultura e nella lingua degli Antichi.

Conclusione.
Stante tale dichiarazione e in conformità al Manifesto ad Litteras restituendas, l’Istituto Italiano di Studi Classici e il Centro Nazionale di Studi Classici GrecoLatinoVivo, in qualità di enti promotori, aprono le adesioni al Protocollo, su base libera e volontaria, a tutte le istituzioni che ne condividano lo spirito e le finalità. Da qui, si proporrà una serie di iniziative culturali ed educative, quali corsi, convegni, ed altri similari appuntamenti, per la promozione della cultura classica, rivolte ai giovani e agli appassionati, e per la diffusione, in ambiente scolastico e accademico, di una più puntuale consapevolezza metodologica e didattica delle lingue classiche.

Organismo.
Con questo spirito, il Protocollo promuove la creazione della Societas ad Litteras restituendas, la quale costituisce il Comitato organizzatore, diretto congiuntamente da Centro Nazionale di Studi Classici GrecoLatinoVivo e dall’Istituto Italiano di Studi Classici. Il Comitato sarà guidato dal Prof.ssa Maria DI Puorto per CNSC GrecoLatinoVivo e dalla Prof. Alessandro Agus per l’Istituto Italiano di Studi Classici; in esso, potranno essere cooptati collaboratori esterni di comprovata esperienza, riconosciuto valore intellettuale e trasparente dignità morale. Il Comitato farà da guida, garante e gestore delle iniziative proposte, delle quali curerà l’organizzazione e la promozione. Tutte le comunicazioni e la presentazione delle attività saranno pubblicate sul sito in rete della Societas all’indirizzo www.adlitteras.org.

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